Siamo tuttə Orlando: Paul B. Preciado e la rivoluzione di genere

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È uscito nelle sale italiane, distribuito da Fandango, il film “Orlando: My political biography, opera prima del filosofo e attivista transgender Paul B. Preciado, già autore di saggi come “Manifesto contro-sessuale”, “Un appartamento su Urano”, “Sono un mostro che vi parla” e “Dysphoria Mundi”.

Il film è una “lettera d’amore” rivolta alla scrittrice Virginia Woolf e all’omonimo personaggio del suo romanzo, che nasce uomo e si risveglia misteriosamente donna a un certo momento della propria vita.
Un vero e proprio inno al non-binarismo ante-litteram, che “disegna il ritratto di un mondo che cambia e della rivoluzione di genere e non binaria in corso”.

La proiezione del film, presentato in anteprima lo scorso autunno al Festival del Cinema di Roma, è stata preceduta da una marcia “militante, poetica e civile” sul red carpet dell’Auditorium Parco della Musica di Roma, che ha visto protagoniste, insieme al MIT (Movimento Identità Trans) e allo stesso Preciado, varie associazioni attive sul territorio nazionale, come Gender X Italy, Fuori Luogo, Sunderam Identità Transgender Torino Onlus, Associazione Trans Napoli, Associazione Libellula e molte altre soggettività ed attivistə rappresentanti della realtà LGBTQIA+ italiana.

Quella dell’Orlando di Virginia Woolf, giovane cortigiano nato nell’Inghilterra elisabettiana che attraversa e supera i confini delle epoche e dei generi, è una biografia collettiva, quella di tuttə lə Orlando invisibili di ieri e di oggi.

In una società in cui è in corso una guerra senza frontiere sui corpi e l’autodeterminazione dellə “Orlando” di tutto il mondo, raccontare e raccontarsi diventa necessario poiché, come afferma Preciado, “è necessario sopravvivere alla violenza per raccontare la nostra storia, ed è necessario raccontare la nostra storia per sopravvivere alla violenza”.

Chi sono oggi lə Orlando contemporanei? Si chiede Preciado.

Sono – soprattutto – le giovani persone trans binarie e non binarie che scelgono di non rimanere invisibili, ma al contrario, di camminare alla luce del sole in una società che continua a non comprendere, romanticizzare e spettacolarizzare i corpi non conformi a una presunta ‘norma’, costruita su parametri cis-etero e binari.

Siamo noi, che, insieme ai membri del cast, tutte persone trans binarie e non binarie, abbiamo marciato con indescrivibile gioia ed emozione sul tappeto rosso dell’Auditorium sotto gli occhi di centinaia di persone; noi che con i nostri corpi abbiamo affermato la nostra esistenza e dimostrato che Orlando è uscito dalla finzione, Orlando è reale.
Siamo tuttə noi.